E’ stata proprio una bella serata quella che il nostro gruppo ha vissuto ieri sera, una di quelle che si vorrebbero non finissero mai. E’ cominciata con una pizza ed è terminata fuori dall’università, quando la guardia giurata ci ha fatto uscire. Ma non stavamo badando al tempo: era l’una, ma non ci importava. Come ha detto Miriam, avevamo tutti una gran quantità di file aperti nella scrivania della nostra mente!

La Fuci ha incontrato alcuni ragazzi della Comunità ebraica di Trieste, un primo momento conviviale e di conoscenza, per “rompere il ghiaccio” e tracciare i confini di un percorso in comune. Non so se questi confini sono stati tracciati, perché abbiamo capito che non si può porre un limite all’orizzonte, non si possono mettere dei “paletti” ad un dialogo che si prefigura ricco, interessante ed entusiasmante.

Ci siamo reciprocamente interrogati, intervistati ed indagati, con delicatezza sì, ma con la voglia di trovare risposte a domande che negli anni avevamo accumulato. E abbiamo avuto la fortuna di avere degli interlocutori, Miriam ed Edoardo, che si sono raccontati, che hanno voluto condividere la loro esperienza, il loro percorso, le tappe del cammino che finora hanno percorso.

Ed abbiamo scoperto molte affinità, come anche molte differenze. E’ un po’ difficile riassumere le conversazioni di ieri sera perché, dopo le reciproche presentazioni, tutto è continuato come un flusso: abbiamo parlato di comunità, di cammini spirituali, di norme kasher, di peccato e riconciliazione, di comandamenti, di messe e canti, di conversioni, di preghiera.

Ecco, forse più che parlato, abbiamo pregato, perché per tutta la sera non abbiamo fatto altro che parlare di Lui.

 

Essendo perciò tanto grande il patrimonio spirituale comune a cristiani e ad ebrei, questo sacro Concilio vuole promuovere e raccomandare tra loro la mutua conoscenza e stima, che si ottengono soprattutto con gli studi biblici e teologici e con un fraterno dialogo.

dalla Dichiarazione Nostra Aetate

 

 

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