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EXPODifficile, nel prendere posizione, affrontare il peso del grigio: per scegliere, bello sarebbe un mondo di bianchi contro neri, dove il bene risplende quanto il male si staglia… Difficile decidersi in un mondo dove invece tutto si mescola, su larga scala così come nelle spicciole vicende di corruzione legate all’Expo di Milano. Andarci o no? Arruolarsi nell’esercito di visitatori (e volontari) o boicottare l’evento per non partecipare a un sistema sporcato da tante strutture di peccato? Questa la domanda che ha concluso il dibattito nel momento tematico dell’assemblea interregionale di Brescia (7-8 marzo 2015), in cui hanno preso la parola Silvia Beretta, volontaria di Libera, e un giovane autore, Valerio Berra, che collabora nelle inchieste di Stampo Antimafioso.
La prima ci raccontato come l’imprenditorialità delle mafie le abbia portate a inserirsi per affari nelle “regioni del Nord” (Expo incluso) e come si sia strutturato storicamente l’attuale modello di sequestro e riuso sociale dei beni immobili mafiosi (solo immobili e solo mafiosi, purtroppo), cui Libera partecipa. Il secondo ha esposto il lavoro del commissario Sala – alla guida dell’Expo a seguito dei noti episodi di corruzione – il quale ha elaborato un Protocollo di Legalità grazie al quale per la prima volta sono state create “white lists” per escludere le imprese dagli appalti sulla base del semplice rischio di infiltrazione mafiosa. Questo protocollo, tuttavia, non sempre sembra essere stato efficace (non ha impedito ad alcune aziende con precedenti di aggiudicarsi un appalto), oltre ad apparire poco vincolante (per i committenti esteri è solo facoltativo) e poco applicabile (per l’assenza di controlli efficaci presso i valichi del cantiere). Nei contenuti, poi, l’Expo necessariamente sarà il luogo dove chiunque abbia dei denari può dire la sua sul tema dell’alimentazione: tanto che, al di là dei nobili principi ispiratori (sostenibilità, salute, …), non mancheranno “padiglioni corporate”, gestiti da discutibili grandi marchi commerciali. E la fine dell’Expo porrà ulteriori problemi per quanto riguarda la riqualificazione dell’area…

Questi grandi e piccoli chiaroscuri dell’umanità, oltre ad occupare le pagine dei giornali, sono da cima a fondo il tema di un celeberrimo documento del Concilio Vaticano II: perché non c’è nulla di veramente umano che non risuoni nel cuore dei cristiani. Una risonanza del disagio del grigio era, in fondo, la nostra contingente domanda sull’Expo. Una domanda cui i nostri relatori non hanno risposto: hanno detto entrambi che ci penseranno ancora, se andarci o meno, perché l’Expo non è tutto cattivo, anzi. Allo stesso modo, indagando le realtà grandi e piccole del nostro mondo neanche noi vogliamo chiuderci gli occhi di fronte alle verità più dolorose: anche lì vogliamo continuare a ricercare, meditare e amare tutto quello che, pur nascosto, è veramente umano – perchè si salvi anche quel grigio, così difficile da sopportare.

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