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BibbiaGli esercizi spirituali sono propriamente esercizi per lo spirito, il cui fine è l’incontro intimo e personale col Signore. Ignazio li struttura sul mese, dividendolo in quattro singole settimane. Il fine della I settimana è conoscere se stessi e Dio, attraverso il Suo sguardo. Nella II si ricerca la modalità attraverso la quale Dio parla nel proprio stato di vita (vocazione). La III e la IV hanno come obiettivo il mantenimento della fede nella vita quotidiana, la contemplazione nell’azione. Le settimane possono essere vissute separatamente e ripetute più volte durante il corso della vita.

  • Esperienza della settimana

Con settimana non si intende necessariamente 7 giorni: nel libretto “Esercizi Spirituali” S. Ignazio suggerisce la possibilità di accorciarla od allungarla a seconda delle esigenze dell’esercitante. Sono giorni di ritiro dal mondo, in cui ci si apre con dedizione totale all’ascolto e al dialogo con la Parola. I tratti fondamentali di questa esperienza sono un senso di isolamento pacifico,  di distacco dallo spazio e dal tempo, segnati dalla preponderanza del silenzio; silenzio che è condizione fondamentale alla Parola intima, personale e viva di Dio con ognuno degli esercitanti. Il corso è tenuto da guide che istruiscono ogni giorno gli esercitanti in due momenti principali -prima mattina e primo pomeriggio- dando loro degli spunti di preghiera su determinati passi biblici, cui segue la preghiera e la meditazione personale. Ogni esercitante è seguito personalmente da una guida spirituale che incontra brevemente ogni giorno per verificare difficoltà e progressi del cammino spirituale e della preghiera. I momenti comunitari consistono nei pasti, nei momenti di istruzione alla spiritualità ignaziana, nella preghiera e nella messa quotidiane, nei quali permane tuttavia il silenzio.

  • Meditazione: il metodo ignaziano

La meditazione consiste nella preghiera personale a partire usualmente da un passo biblico. Alcune note: ogni giorno vengono dati 4 o 5 spunti di preghiera: un testo biblico che viene brevemente spiegato e a cui viene associata una breve e precisa grazia da chiedere durante il tempo di preghiera.

Innanzitutto due premesse: il TEMPO e lo SPAZIO

  • il tempo dev’essere preciso, dev’essere deciso prima del tempo di preghiera e dev’essere rispettato.
  • lo spazio scelto va concepito come luogo sacro, dev’essere un aiuto al luogo interiore della mia anima. S. Ignazio suggerisce di “venerare” il luogo sacro scelto per “il tempo di un Padre Nostro”, di varcare lo spazio prescelto con un gesto, un segno fisico: un segno di croce, un inchino, il togliersi le scarpe..

La meditazione consta di tre elementi

  • Presenza: pensare con quanto amore Dio mi sta guardando ora, contemplare lo sguardo di Dio; pronunciare la grazia associata allo spunto di preghiera, che è il grido del cuore, va ripetuta più volte e resa propria. Con essa torno alla preghiera quando vengo distratto.
  • Meditazione: assaporare, masticare la Parola, leggerla e rileggerla finchè qualche versetto vibra in maniera diversa, una parola mi colpisce. Lì mi fermo; dice infatti S. Ignazio: “non è il tanto sapere che riempie e soddisfa l’anima, ma il sentire e gustare le cose internamente”.
  • Colloquio: parlo col Signore come con un amico. Mi devo mettere in una condizione di nudità spirituale, e parlare con Lui nell’intimità.

Riassumendo, uno schema potrebbe essere questo:

  1. Mi viene dato un passo del Vangelo, la spiegazione e la grazia da chiedere:
  2. Scelgo un luogo dove “ritirarmi”.
  3. Decido con precisione il tempo di preghiera e resto fedele alla decisione.
  4. Entro nel luogo prescelto con un segno.
  5. Mi metto in presenza del Signore.
  6. Entro con una preghiera del cuore, o un’invocazione allo Spirito Santo.
  7. Chiedo la concentrazione.
  8. Leggo il passo biblico scelto, più volte.
  9. Composizione di luogo: mi figuro con l’immaginazione la scena; S. Ignazio dice “componer mirando el lugar”, ovvero “comporsi guardando il luogo”.
  10. Chiedo la grazia.
  11. Comincio la meditazione: utilizzo tutte le mie facoltà: intelligenza, memoria, desiderio.
  12. Colloquio: parlo al Signore, come con un amico.
  13. Conclusione: chiudo la meditazione con una breve preghiera di ringraziamento.
  14. Revisione: cambio luogo e molto brevemente segno come è andato il tempo di preghiera in relazione alla Parola, al metodo e al sentimento con cui ho vissuto la preghiera.
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