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Ignazio_di_Loyola_2Dopo la pausa invernale il nostro gruppo FUCI ha intrapreso un percorso spirituale di conoscenza e approfondimento della spiritualità ignaziana, complice un resoconto entusiasta di un’esperienza di esercizi spirituali. Nella nostra diocesi di Trieste, che può contare sulla preziosa presenza dei gesuiti, è stata offerta l’occasione di un corso di esercizi spirituali serali in preparazione della Quaresima, curato proprio da loro. Vista la felice coincidenza si è impostato un percorso che si è articolato in due incontri preparatori sulla figura di S. Ignazio e sulle peculiarità della sua spiritualità prima della settimana di esercizi cui è seguita un’ultima serata conclusiva. I nostri incontri sono stati curati da Gianni Spina, dell’associazione Cardoner che ci ha messo a disposizione tutto il suo tempo, la professionalità, la cortesia e l’entusiasmo. Siamo partiti con una sorta di istantanea sulla figura di Ignazio di Loyola leggendo brani tratti dalla sua autobiografia per poi tratteggiarne la spiritualità attraverso il libro degli Esercizi Spirituali e vari altri documenti ed articoli (tra gli autori Marko Rupnik e Carlo Maria Martini).

Ignazio nasce nei Paesi Baschi nel 1491 da famiglia abbiente. “Assorbito dalla vanità”, si diletta in guerre e combattimenti da valoroso cavaliere fino ai 26 anni, quando, seriamente colpito ad una gamba da una granata, viene costretto ad una lunga e penosa convalescenza. Vinto dalla noia, finiti i libri d’avventura si arrende alla lettura degli unici libri presenti in casa: l’Imitazione di Cristo e alcune vite dei santi. Ignazio si contraddistingue sempre per la sua forza di spirito, per l’animo focoso, energico ed entusiasta: comincia lui stesso a notare che, come si infuocava nel sognare duelli ad occhi aperti, allo stesso modo leggendo le vite dei santi si immaginava una vita di santità radicale – ma questo pensiero gli donava, in più, un senso di felicità duratura che nel primo non trovava. Proprio qui Ignazio comincia a gettare le basi per i suoi Esercizi Spirituali, cominciando a parlare di discernimento degli spiriti e mozioni interiori.

Ignazio in questa esperienza personale inizia a distinguere tre diverse origini dei pensieri: ci sono pensieri nostri propri e pensieri esterni di due tipi: quelli che provengono dallo “spirito buono”, che è il Spirito Santo, quindi provenienti da Dio, e quelli che provengono dallo “spirito cattivo”, ovvero dal nemico, dal tentatore. Da qui comincia un viaggio all’interno di sè che, procedendo quasi per prove ed errori, lo conduce via via a fare esperienza della grazia di Dio e su questa base prendere ogni decisione. Così nasce il suo metodo di discernimento spirituale, un prezioso tesoro della Chiesa universale.

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