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I flussi di persone nel Mediterraneo nella storia

Ci sono sempre stati flussi di persone tra le sponde del Mediterraneo nella storia, anche in quote elevate. Sicuramente sono sempre stati multidirezionali, alimentati spesso dalle scorrerie di pirati che partivano da tutte le sponde del mediterraneo e tutte le depredavano, a vicenda. Va detto che però nel medioevo la maggior parte del flusso era diretto anche allora secondo un gradiente economico e demografico verso le parti  meno popolate e più ricche del bacino, che corrispondevano con l’Egitto e l’attuale medio oriente. L’inversione dei flussi si è osservata dopo la Rivoluzione Industriale, quando delle aree prima alquanto depresse si sono trasformate in avide divoratrici di manodopera. In tutto questo si comprende come i Paesi ospitanti non sono mai stati contrari alla presenza di migranti fino alla metà del 900 – viceversa per i migranti erano sempre “forzati” da una autorità particolare e non “volontari” come avviene oggi.

Le tensioni delle nostre società

Alla base dell’attuale conflittualità che viviamo a proposito del tema dei  migranti possiamo trovare diverse tensioni:

  • tra un’organizzazione politica territoriale e di conseguenza restrittiva e un’organizzazione economica di mercato che non avendo confini è per sua natura espansiva
  • tra il diritto liberale che caratterizza lo stato moderno che di per sè è universalista (vedasi l’articolo 10 della nostra costituzione, che garantirebbe l’asilo a qualsiasi straniero che non goda le stesse libertà democratiche garantite dalla costituzione italiana – cioè probabilmente i due terzi dell’umanità) e l’interesse politico che necessariamente punta a rappresentare il particolarismo di un certo gruppo sociale
  • tra le norme del diritto internazionale in cui ogni stato  sovrano è uguale all’altro e la realtà dei fatti, per cui non tutti hanno lo stesso peso

Breve storia del diritto delle migrazioni

Il problema dell’asilo si pone nel diritto internazionale solo quando dopo la seconda guerra mondiale milioni di europei si trovano ad essere internationally displaced people (ex prigionieri di guerra, ex deportati) o semplicemente persone che il sistema economico non riesce ad assorbire. Per loro si creano delle organizzazioni internazionali (UNHCR per i migranti politici e ICM per quelli economici). La convenzione di Ginevra garantisce l’asilo in presenza di un fondato timore di persecuzione; in forma del tutto personale (non può essere estesa a priori per un popolo intero);vale al di fuori del proprio paese (non si può chiedere asilo nel proprio Paese. Inizialmente riguardava solo gli europei in fuga dal blocco sovietico e solo successivamente è stata estesa a tutti. Successivamente è l’Europa ad accogliere migranti da fuori, in particolare la Germania. Il sistema funziona finchè l’economia è florida (fino alla metà degli anni ’70): poi si inizia a non avere più bisogno di manodopera e i migranti economici vengono man mano sostituiti dai rifugiati politici; successivamente con la ceduta del muro vengono meno  toni solidaristici, perchè viene meno nel vocabolario politico e dell’opinione pubblica l’antico nemico da combattere; infine si finisce con il mantenere l’asilo restringendo sempre più le caratteristiche necessarie per chiederlo.

A questo punto? L’Europa è stata la causa e deve trovare una soluzione

dagli appunti della lezione del prof. Sciortino, Ordinario di Sociologia generale dell’Università di Trento all’Assemblea Regionale FUCI del 25-26/2 2017

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